Diario di una giornata da apprendista guida safari

Il giorno, nella riserva, è scandito da un ritmo intenso e serrato: tra studio, safari e lezioni. Il tempo libero a disposizione è poco e le cose da imparare sono molte: dallo studio delle tracce, al riconoscimento delle diverse specie di uccelli e mammiferi, dalle lezioni teoriche a quelle pratiche nella savana, e molto altro ancora. Una volta preso il ritmo, guidati dalla passione, tutto però diventa più semplice. Ma com’è la giornata tipo di un’aspirante guida safari?

guida safari

Ogni mattina in Africa una gazzella si sveglia...

5 am. La sveglia suona molto presto e ci alziamo subito pronti per affrontare una nuova giornata di avventure in accademia. È agosto e fuori ci sono circa quattro gradi. Uscire dal sacco a pelo, vi posso assicurare, non è proprio facilissimo! Ci vestiamo il più velocemente possibile, per non avvertire il freddo, con gli abiti già pronti dalla sera prima sotto il sacco (trucco per farli restare più caldi). Scegliere un abbigliamento a strati è fondamentale, perché le temperature, una volta che sorge completamente il sole, in Sudafrica cambiano notevolmente. 

Colazione rapida con l’immancabile tè al Rooibos, caratteristico del paese, accompagnata da un ottimo porridge e siamo pronti per un rapido check del veicolo. Per non rischiare di avere problemi durante l’uscita, è essenziale controllare sempre che tutto sia a posto: dall’olio all’ acqua, dai pneumatici alla cassetta del pronto soccorso. Ora che tutto è sistemato siamo pronti per salire a bordo del nostro fuoristrada.

6 am. L’aria di prima mattina è frizzante e pungente sul viso e la temperatura rimane ancora bassa. Nonostante il freddo, l’emozione di essere nella savana e la passione che ci ha portato fin qua non ci fanno sentire assolutamente il disagio. Anzi, siamo pronti e vigili per esplorare tutto ciò che ci circonda. Come il gruppo di impala che in lontananza, allertati da un pericolo, corrono compiendo dei salti verticali, chiamati pronking. Ci fermiamo per osservarli e per analizzare insieme il loro comportamento. Intanto, le prime luci dell’alba illuminano e scaldano tutto il paesaggio intorno a noi, creando un’atmosfera suggestiva.  

Un gruppo di impala alle prime luci dell'alba

La vita segreta degli uccelli

7 am. La mattina è uno dei momenti migliori per osservare gli uccelli e il Sudafrica ne ha di bellissimi. Dedichiamo l’ora successiva al loro avvistamento per essere pronti ad affrontare l’esame teorico finale che prevede il riconoscimento di almeno 130 specie e 100 richiami. Con il nostro inseparabile binocolo cerchiamo di individuare quanti più uccelli possibili, provando a coglierne anche i loro richiami. Dal click click, che sembra l’apertura di un’auto, del gonolek pettorosso, all’urlo inconfondibile dell’aquila urlatrice. 

Ci fermiamo ad una pozza per poterli esaminare più da vicino e per approfondire l’interazione fra loro. Scrutiamo dei piccoli tessitori mascherati africani lavorare con attenzione alla costruzione del loro nido perfetto, con lo scopo di attrarre la loro future compagne.

Una ghiandaia marina pettolilla

La quotidianità al campo: tra lezioni e studio

Ore 9 am. Ritorniamo al campo dove ci aspetta in aula una lezione molto appassionante sui rettili. In particolare, la parte sui serpenti e il loro veleno, cattura l’interesse di tutta l’aula. In fondo ci troviamo in Sudafrica, dove vive il temutissimo mamba nero!

Ore 11 am. Scopriamo che un leone è venuto a farci visita al nostro campo la notte precedente. Ci sono impronte ovunque, anche vicino alle nostre tende. Rimaniamo tutti sbigottiti. Incredibile!

Ore 12 pm. Arrivata l’ora di pranzo, andiamo a mangiare qualcosa, scambiandoci opinioni sulla lezione appena finita. Con i nostri piatti ci sediamo di fronte al corso d’acqua, che attraversa il campo tendato, per rilassarci un istante. In sottofondo un turaco unicolore canta sul ramo di un albero e sembra ripetere in continuazione la frase “Go away!” “Go away!” (in inglese è chiamato Grey go away bird proprio per questo motivo). Dei francolini del Natal litigano vicino ai nostri piedi per accaparrarsi le ultime briciole del nostro pranzo. Prendiamo i nostri libri e iniziamo a studiare per le successive tre ore. Le informazioni da imparare sono molte per prepararsi al meglio all’esame teorico finale e diventare una guida safari FGASA.

confronto tracce
L'insegnante spiega come distinguere le tracce del tasso del miele da quelle dell'istrice africana

L'arte del tracking

Ore 16 pm. Saliamo tutti insieme a bordo del fuoristrada per iniziare un nuovo safari nella riserva. Poco più in là del nostro campo tendato, notiamo a bordo pista delle impronte fresche di rinoceronte nero e decidiamo di seguirle. 

Per diventare delle brave guide, infatti, è necessario conoscere bene le tracce. I segni lasciati dagli animali durante il loro passaggio sono ovunque, e solo un occhio attento e allenato può cogliere anche le piccole sfumature impercettibili: come ad esempio la piccola secrezione bianca lasciata dalla iena maculata su uno stelo d’erba, oppure la minuscola trappola costruita nella sabbia dalla formica leone.

Ore 17 pm. Finalmente ecco in lontananza il rinoceronte nero che tanto stavamo cercando. Non è solo, ma si trova compagnia del suo piccolo. Ci avvinciamo con l’auto per vederli meglio, rispettando i loro spazi. È fondamentale, durante il safari, approcciare agli animali sempre con grande rispetto, avendo attenzione di non chiudere mai eventuali via di fuga. Il rinoceronte non sembra particolarmente interessato alla nostra presenza, è rilassato, e continua a mangiare le foglie di una piccola acacia ad ombrello, con il suo cucciolo sempre vicino.

L'impronta di un rinoceronte bianco

Un ghepardo al tramonto

Ore 18 pm. Proseguiamo in direzione del campo. Incrociamo una guida safari di passaggio che ci avvisa dell’avvistamento nelle vicinanze di un ghepardo. 

Il sole sta iniziando a scendere, tingendo il cielo rosso fuoco e il freddo a farsi sentire sempre di più sul nostro fuoristrada. Decidiamo comunque di non perdere questa occasione e ci dirigiamo nel sito segnalato. Vicino alla strada notiamo quattro teste sbucare da un piccolo cespuglio. E’ mamma ghepardo con i suoi tre cuccioli, intenti a mangiare una carcassa di impala. Il felino ci osserva e noi osserviamo lui emozionati. Vorremmo stare lì a guardarli per ore, ma il sole ormai è calato completamente e il freddo adesso è quasi insopportabile.

cuccioli di ghepardo che mangiano un impala
Cuccioli di ghepardo mentre consumano il loro pasto

E quindi uscimmo a rimirar le stelle

Ore 19 pm. Tornati al campo, dopo aver coperto il fuoristrada e lasciato i nostri zaini nelle tende, ci riuniamo di nuovo tutti insieme per la cena. Stasera abbiamo in menù una buonissima grigliata di carne con la sempre presente “polenta africana”.

Dopo questa giornata ricca di emozioni, è arrivato finalmente il momento di rilassarci e scaldarci intorno al fuoco. Uno dei ragazzi suona la chitarra mentre il cielo sopra di noi si illumina di centinaia e migliaia di stelle. Le osserviamo attentamente, cercando di identificare la croce del Sud, la costellazione dello Scorpione -l’eterno rivale di Orione- e la sua luminosa stella Antares.   

Un’altra intensa ma meravigliosa giornata come apprendista guida safari è terminata. Tutti gli studenti tornano alle proprie tende, pronti per ricominciare l’indomani un nuovo giorno di avventure e studio.

Riferimenti

Potete trovare maggiori informazioni sull’associazione per guide safari nel sito ufficiale di FGASA.