Alla scoperta degli elefanti del deserto: un safari in Namibia alternativo

La Namibia, uno dei paesi più aridi al mondo, offre l’opportunità di partecipare ad un safari alternativo per scoprire una straordinaria popolazione di elefanti che si è adattata nel corso dell’evoluzione a vivere in ambienti poveri di risorse e semidesertici: i leggendari elefanti del deserto.

Dove vivono gli elefanti del deserto?

Gli elefanti del deserto abitano le regioni aride e semiaride nord-occidentali della Namibia, in particolare il Kunene meridionale e l’Erongo settentrionale, meglio noto con il nome di Damaraland.

Un vasto territorio, che si estende su una superficie di oltre 115.000 chilometri quadrati, caratterizzato da porzioni sabbiose del deserto del Namib, da spoglie montagne e da aspri terreni rocciosi.

Elefanti del deserto. Un esemplare solitario in un aspro paesaggio roccioso

Territori difficili, ben lontani dalle fertili savane che gli elefanti solitamente popolano nell’immaginario comune.

Gli elefanti africani sono infatti generalmente associati ad ambienti ricchi di risorse idriche e vegetali. Questo perché gli adulti, che possono pesare tra le 5 e le 6 tonnellate, necessitano di 150-300 kg di cibo e circa 200 litri di acqua al giorno per sopravvivere.

Nella Namibia nord-occidentale, invece, le precipitazioni sono scarse e imprevedibili, generalmente inferiori a 150 mm annui.

Il paesaggio è dominato da sabbiosi letti di fiumi perennemente in secca, costeggiati da una vegetazione scarsa e limitata. Non esistono fonti d’acqua superficiale permanenti, fatto salvo durante le sporadiche inondazioni che interessano i fiumi effimeri della regione, di norma in secca, che si verificano a distanza di anni l’una dall’altra. Le temperature estive possono superare i 40°C e la copertura boschiva è pressoché assente.

Elefanti del deserto. Il paesaggio tipico del Damaraland

Questo quadro rende gli elefanti del deserto un esempio di incredibile adattamento e resilienza alle condizioni estreme, ed enfatizza l’importanza della loro conservazione.

Come riescono a sopravvivere gli elefanti del deserto della Namibia?

La domanda che sorge spontanea, quando si parla di elefanti del deserto, è dove trovino le risorse per sostentarsi e quali strategie adottino per riuscire a sopravvivere in un ambiente così povero di risorse. Ebbene, la risposta sembra essere una: spostarsi continuamente.

Al di sotto dei letti asciutti dei fiumi Hoanib, Hoarusib, Uniab, Huab e Ugab, che attraversano la Namibia nord-occidentale in direzione est-ovest, scorrono dei veri e propri fiumi sotterranei che consentono, rispetto al territorio circostante, lo sviluppo di una vegetazione più rigogliosa lungo tutto il loro percorso.

Queste oasi lineari, lunghe centinaia di chilometri, sono di fatto la ragione della sopravvivenza in questo luogo aspro e difficile di molti animali associati in genere ad altri tipi di habitat. Durante i prolungati periodi di siccità le sorgenti naturali e le foreste ripariali dei fiumi effimeri assumono una rilevanza fondamentale per la sopravvivenza di specie come la giraffa, il rinoceronte nero, il kudu maggiore e la zebra di montagna di Hartmann. Anche gli elefanti sfruttano questi corridoi verdi, spostandosi di fiume in fiume alla ricerca delle risorse migliori.

Le migrazioni stagionali degli elefanti del deserto della Namibia sono probabilmente le più grandi mai registrate per gli elefanti africani, con home range che si estendono per oltre 10.000 chilometri quadrati. Sono dei gran camminatori: per soddisfare le loro enormi esigenze alimentari quotidiane, percorrono in media 34 chilometri al giorno, preferendo muoversi soprattutto durante le ore notturne, quando le temperature diventano più tollerabili.

Cosa mangiano e dove trovano l’acqua gli elefanti del deserto?

Gli elefanti del deserto della Namibia trascorrono gran parte del loro tempo lungo i polverosi letti asciutti dei fiumi effimeri, dove si concentra una più alta densità di alberi ad alto fusto, in particolare Ana tree (Faidherbia albida) e camel thorn (Vachellia erioloba), che riescono a prosperare grazie alle loro lunghe radici in grado di raggiungere le falde acquifere sotterranee. Queste due piante leguminose, dotate di foglie e soprattutto baccelli estremamente nutrienti, forniscono un supporto vitale importantissimo agli erbivori che popolano queste aride regioni.

Ad ogni modo, come tutti gli elefanti presentano una dieta poco selettiva che include il consumo di bulbi, radici ed erba. Hanno preferenze alimentari stagionali distinte per adattarsi alla disponibilità di cibo. Altre piante decisamente apprezzate se presenti sono il mopane (Colophospermum mopane) e il tamerisco selvatico (Tamarix usneoides), un arbusto piuttosto diffuso dall’alto contenuto di sali minerali.

Elefanti del deserto. Un elefante si ciba sul letto asciutto di un fiume effimero

Un adattamento comportamentale interessante degli elefanti del deserto è la loro capacità di gestire le risorse in modo sostenibile, evitando pratiche distruttive. A differenza di altre popolazioni di elefanti che abbattono gli alberi per raggiungere le foglie fresche in cima, evitano di danneggiare gli alberi, garantendo così la sopravvivenza a lungo termine delle preziose fonti di cibo.

È interessante notare come gli elefanti del deserto abbiano sviluppato una maggiore tolleranza alla scarsità d’acqua rispetto ad altre popolazioni, riuscendo a sopravvivere senza bere per diversi giorni. Estraggono parte del loro fabbisogno idrico dalla vegetazione che consumano e dimostrano una sorprendente abilità nel percepire la presenza di acqua nel sottosuolo. Considerati dei veri ingegneri della natura, scavano con le zampe per raggiungere l’acqua sotterranea, rendendola accessibile non solo a loro stessi, ma anche ad altri animali.

Quali sono le loro caratteristiche specifiche?

Oggi, in Africa, vengono riconosciute due specie distinte di elefante: l’elefante africano di savana (Loxodonta africana) e l’elefante africano di foresta (Loxodonta cyclotis). Sebbene il comportamento ed alcune caratteristiche fisiche degli elefanti del deserto della Namibia possano far pensare ad una specie separata, essi sono in tutto e per tutto classificati come elefanti africani di savana.

Le loro particolari caratteristiche morfologiche e comportamentali rappresentano semplici adattamenti superficiali all’ambiente estremo in cui vivono. Diversi studi hanno evidenziato un significativo scambio genetico tra le popolazioni delle regioni aride della Namibia nord-occidentale e le savane del Parco Nazionale d’Etosha.

Tuttavia, oltre agli adattamenti descritti nel paragrafo precedente, gli elefanti del deserto presentano alcune peculiarità uniche.

Ad esempio, possiedono piedi più larghi rispetto agli altri elefanti, un adattamento probabilmente legato al loro stile di vita nomade, utile a percorrere lunghe distanze su terreni sabbiosi o ghiaiosi: la pianta del piede più larga permette di distribuire meglio il peso su superfici così soffici e minimizzare la fatica.

Un’altra caratteristica facilmente riscontrabile è la frequenza di individui con zanne rotte o danneggiate, probabilmente dovuta alla dieta povera di nutrienti a cui sono soggetti.

Possiedono inoltre una sacca faringea situata all’interno della gola, che può essere riempita d’acqua e utilizzata per abbassare la temperatura corporea, spruzzandosela con la proboscide, quando l’acqua non è disponibile nelle vicinanze.

Qual è l’attuale stato di conservazione degli elefanti del deserto della Namibia?

Si stima che, nel XVIII secolo, la popolazione di elefanti nella Namibia nord-occidentale fosse compresa tra 2.500 e 3.500 esemplari. Sfortunatamente, l’aumento della caccia e del bracconaggio nella seconda metà del XIX secolo ha portato ad una drastica diminuzione del numero di elefanti, riducendo la popolazione a 600-800 individui. Gli anni Ottanta, segnati dalla caccia illegale e dalla guerra di indipendenza della Namibia, hanno ulteriormente ridotto il loro numero a circa 300-400 esemplari.

Nonostante la fine delle ostilità, la popolazione degli elefanti del deserto ha continuato a diminuire anche in tempi recenti, soprattutto a causa del crescente conflitto con gli esseri umani. Attualmente, si stima che la loro popolazione sia ridotta a soli 150 individui, un declino allarmante che richiede azioni urgenti per la loro protezione e conservazione.

Uno dei principali problemi che minacciano l’esistenza di questi elefanti è la percezione negativa degli agricoltori locali, i quali non traggono alcun beneficio economico dall’ecoturismo e tendono a considerare gli elefanti come una fastidiosa scocciatura. Gli elefanti, infatti, distruggono recinti e danneggiano pozzi e cisterne d’acqua, creando gravi problemi alle comunità locali.

Fortunatamente, oggi sono presenti diverse organizzazioni locali attive nel sensibilizzare le persone e nell’offrire supporto per la creazione di infrastrutture a prova di elefante, come EHRA – Elephant Human Relations Aid. Questi interventi mirano a risolvere i conflitti senza ricorrere all’uccisione degli animali, mitigando le problematiche e favorendo una convivenza pacifica tra esseri umani e fauna selvatica.

Gli elefanti del deserto rappresentano una priorità nella conservazione nazionale e internazionale e sono stati designati come una priorità assoluta per la protezione dalla IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura).

È possibile osservarli in natura?

Sì, è possibile prendere parte al tracking degli elefanti del deserto, un’esperienza di safari in Namibia alternativo che si concentra sull’osservazione in natura di questi magnifici animali.

Il tracking degli animali selvatici, un termine inglese che significa “monitoraggio” o “tracciamento”, richiede l’abilità di individuare e interpretare le tracce lasciate dal passaggio degli animali, come le impronte sul terreno, i segni di scavo, i resti di cibo o gli escrementi. Ritenuta una vera e propria arte, questa abilità è fondamentale per determinare la dimensione degli individui, il numero e la direzione di movimento.

Considerando la vastità dei territori su cui insistono gli elefanti del deserto, non è facile osservarli in natura. Tuttavia, un tracking degli elefanti di un’intera giornata guidato da esperti specializzati, rappresenta la migliore occasione per scoprirne le abitudini e il comportamento.

La ricerca e l’interpretazione delle tracce rendono questa esperienza una bellissima avventura per veri appassionati, trasformando l’osservazione della fauna selvatica in un’escursione emozionante e ricca di scoperte. La sfida di seguire le tracce in un ambiente così estremo aggiunge un elemento di emozione e mistero, rendendo il tutto un’esperienza indimenticabile e unica.

Se desideri creare il tuo viaggio su misura in Namibia, scrivici a info@thegreenexplorer.it oppure compila il form di contatto.