Guida ai safari responsabili in Africa: come scegliere un'esperienza sostenibile

Tra le esperienze di viaggio più emozionanti e coinvolgenti che si possano fare, il safari occupa sicuramente un posto di rilievo. Tuttavia, nell’era del turismo di massa, fortemente impattante dal punto di vista ambientale, diventa essenziale scegliere di pianificare safari responsabili, sostenibili e rispettosi dell’ambiente.

Safari responsabili. Un gruppo di persone in un safari a piedi
Visitare gli ecosistemi naturali dell’Africa, regolati da leggi ancestrali e popolati da magnifici animali selvatici offre ai viaggiatori un’esperienza senza pari. In questo articolo esamineremo i principi e le pratiche corrette per vivere al meglio quest’avventura, nel pieno rispetto dell’ambiente e della fauna selvatica.

Perciò, ecco una guida ai safari responsabili in Africa che ti sarà utile per scegliere la tua esperienza 100% sostenibile.

Safari responsabili: buone regole di comportamento durante un safari in self-drive

In Africa sono presenti aree protette che possono essere visitate in totale autonomia, utilizzando la propria autovettura. Se si decide di fare un safari in self-drive senza il supporto di una guida esperta, è essenziale farlo con attenzione e consapevolezza, cercando di ridurre al minimo l’impatto sul delicato ambiente naturale. Ecco alcune buone regole di comportamento da adottare durante un safari in self-drive:

  • Non guidare fuori pista. Alle latitudini non temperate, il suolo è molto delicato e si impoverisce immediatamente al passaggio dei veicoli.
  • Rispetta gli spazi vitali della fauna selvatica. Non avvicinarti troppo con il veicolo e non dare mai loro da mangiare. Goditi il momento e il comportamento naturale degli animali che incontri, evitando il più possibile di influenzarlo.
  • Minimizza il rumore. Se le condizioni lo consentono, spegni il motore per evitare di infastidire gli animali e goditi il suono della natura.
  • Guida sempre con prudenza, rispettando sempre i limiti di velocità indicati dalle autorità del parco. La velocità eccessiva aumenta il rischio di incidenti e riduce le possibilità di avvistare gli animali.
  • Non condividere posizioni GPS o indicazioni geografiche quando pubblichi sui social foto di specie in via di estinzione o particolarmente vulnerabili. Sembra assurdo, ma in un mondo interconnesso come il nostro, le informazioni pubblicate sui social possono essere utilizzate dai bracconieri per localizzare gli animali.
  • Mantieni pulito l’ambiente. Non gettare niente per terra, neanche i rifiuti compostabili. Un’azione apparentemente innocua come gettare un torsolo di mela a terra può provocare la diffusione di specie aliene nell’ambiente, una delle principali preoccupazioni di chi quotidianamente si occupa di conservazione. Porta inoltre con te una borraccia riutilizzabile per ridurre il consumo di plastica monouso.

L’importanza di una guida qualificata durante un safari

Quando parliamo di safari responsabili, la presenza di una guida può essere determinante per un’esperienza consapevole e sostenibile.

Grazie alla conoscenza approfondita dell’ecosistema, una guida qualificata può arricchire notevolmente l’esperienza del safari nel suo complesso e contemporaneamente svolgere un importante ruolo nella conservazione dell’ambiente e nella protezione della fauna selvatica, monitorando eventuali anomalie comportamentali degli animali o segnalando attività sospette legate al bracconaggio o a reati ambientali.

Inoltre, ha un ruolo fondamentale nell’educazione e nella sensibilizzazione dei viaggiatori sull’importanza della conservazione e sull’adozione di un approccio responsabile durante i safari e le escursioni in natura. Promuove comportamenti rispettosi dell’ambiente e della fauna, contribuendo a una visita più consapevole e ricca di significato.

Soggiorna in strutture sostenibili

Anche la scelta del lodge o del rest camp dove pernottare riveste un’importanza significativa. Ove possibile, soggiorna in strutture sostenibili, che adottino pratiche come il riciclo, il consumo responsabile dell’acqua e l’utilizzo di energie rinnovabili. Inoltre, è consigliabile selezionare realtà impegnate attivamente nella conservazione della biodiversità e nel ripristino degli habitat naturali.

La scelta dell’alloggio può essere determinante non solo per ridurre l’impatto ambientale del viaggio, ma può anche apportare un contributo tangibile alla protezione e alla rigenerazione del territorio.

Think outside the box: esperienze di safari alternative

Sapevi che è possibile fare un safari anche senza un’automobile? In questo paragrafo approfondiremo due esperienze di safari alternative: il safari a piedi e il safari a cavallo.

Safari a piedi

Fare un safari a piedi è un’esperienza immersiva ed emozionante, caratterizzata dalla totale assenza di filtri o mediazioni tra il corpo e l’ambiente circostante. I fuoristrada utilizzati durante i safari infatti, anche se scoperti, creano una sorta di barriera psicologica di sicurezza frapposta tra il viaggiatore e il mondo esterno; durante un safari a piedi la percezione di quello che si sta facendo cambia radicalmente. Sebbene questo genere di attività venga condotto in sicurezza e solo da guide armate altamente preparate, la sensazione di vulnerabilità data dal fatto di trovarsi esposti in un ambiente selvaggio, popolato da grandi predatori, cambia totalmente la prospettiva dell’esperienza.

Prima di partire, un breve briefing vi fornirà informazioni su alcune regole di condotta essenziali. La più importante di tutte, considerata una sorta di regola aurea per la sopravvivenza in caso di incontro con animali potenzialmente pericolosi, vi verrà ripetuta come un mantra: “Whatever it happens, never run!”, ovvero “Qualsiasi cosa succeda, non correre!”. Più facile a dirsi che a farsi, ma di assoluta vitale importanza.

In realtà, fare un incontro ravvicinato con un grande animale della savana durante un safari a piedi, è tutt’altro che semplice. Può sembrare strano, ma è molto più probabile che accada a bordo di un rumoroso fuoristrada. L’ancestrale paura radicata nel corso di migliaia di anni di evoluzione che gli animali, incluso i grandi carnivori, nutrono verso il superpredatore essere umano, fa sì che siano paradossalmente molto più all’erta alla vista di un bipede che cammina rispetto che di un gruppo di persone a bordo di un’auto, percepita invece come un innocuo essere metallico.

Tuttavia, la sensazione di adrenalina e l’emozione che si prova nel trovarsi totalmente esposti in un ambiente selvaggio, dove grandi animali vagano liberamente, è un’esperienza unica, da provare almeno una volta nella vita.

Safari a cavallo

Il safari a cavallo unisce i vantaggi del safari in fuoristrada con quelli del safari a piedi. L’assenza del rumore del motore favorisce una connessione più profonda con la natura, permettendo di apprezzare i dettagli più piccoli come il suono del vento o il canto degli uccelli, proprio come accade nel safari a piedi. Inoltre gli animali selvatici risultano particolarmente rilassati in presenza dei cavalli, mostrando un generale disinteresse simile a quello tenuto in presenza delle auto.

I cavalli non sono percepiti come un pericolo, permettendo incontri più ravvicinati rispetto ai safari a piedi.

Sebbene vengano quasi totalmente ignorati anche dai predatori, le guide specializzate che accompagnano i visitatori sono costantemente attente e pronte ad assicurare la sicurezza di tutti i partecipanti.

In definitiva, questa tipologia di safari offre quindi la possibilità di unire le caratteristiche positive di un safari a piedi, come il silenzio, l’ascolto, l’immersione nella natura e la sostenibilità, con la possibilità di avvicinarsi di più agli animali osservati in natura, tipica del classico safari in auto.

Oltre i Big 5

Quando si pensa al safari, la prima cosa che viene in mente è sicuramente l’adrenalina che suscita l’avvistamento dei cosiddetti Big 5, ovvero i mammiferi più iconici della savana africana: leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo.

Certamente il safari è anche questo, ma non solo.

Prima di visitare una di un parco nazionale o una riserva, piccolo o grande che sia, dovremmo domandarci quale sia lo scopo dell’istituzione di aree naturali protette, in Africa, così come nel resto del mondo. Sicuramente non hanno unicamente lo scopo di preservare specie iconiche o fotogeniche, perché se così fosse basterebbero gli zoo. L’obiettivo principale è piuttosto quello di proteggere gli ultimi territori selvaggi dall’urbanizzazione e di conservare intatti ecosistemi naturali complessi e preziosi.

Il nostro invito, è quello di affrontare questa esperienza in modo completo, non focalizzandosi soltanto sull’avvistamento di qualche specie in particolare. In questo senso, la presenza di una guida qualificata può fare la differenza per cogliere aspetti che altrimenti passerebbero sotto traccia. La scarsa presenza umana nelle aree naturali protette permette infatti lo sviluppo di una miriade di forme di vita che talvolta presentano dinamiche molto interessanti.

Il fascino del safari può e deve andare oltre all’osservazione dei Big 5. Deve nascere dalla consapevolezza di essere parte, anche solo per un breve tempo, di un territorio selvaggio dove la presenza umana è ridotta al minimo e dove la vita degli esseri che lo popolano è scandita da complesse relazioni costruite nel corso di millenni. Significa apprezzare la bellezza e la complessità della natura nella sua interezza, comprendendo l’importanza di conservare questi habitat per il benessere delle specie che li abitano e per le generazioni future.

Safari responsabili: benefici per le comunità locali

Il turismo responsabile non riguarda solo la conservazione della natura, ma anche il benessere delle comunità locali che abitano nelle aree adiacenti alle aree protette. Scegliere operatori turistici o associazioni che lavorino in stretta collaborazione con le comunità e reinvestano parte dei profitti in iniziative di sviluppo locale è fondamentale per garantire che il turismo porti benefici tangibili alle persone che vivono nelle aree visitate.

Questo può includere ad esempio soggiornare in campi gestiti dalle comunità locali, acquistare prodotti e oggetti d’artigianato dalle cooperative locali anziché dai negozi convenzionali e sostenere organizzazioni no-profit affidabili, promuovendo in questo modo una forma di turismo equo e solidale.

Perché scegliere di fare safari responsabili

In conclusione, scegliere di fare safari responsabili e consapevoli in Africa significa abbracciare un viaggio che va oltre la semplice osservazione della fauna selvatica. È un’esperienza che richiede attenzione, rispetto e consapevolezza dell’impatto che ogni nostro gesto può avere sull’ambiente e sulle comunità locali.

Dalla scelta di adottare i giusti comportamenti durante un safari in self-drive, all’importanza di una guida qualificata che arricchisca la nostra conoscenza e sensibilizzazione, fino all’adozione di alloggi sostenibili e operatori turistici che promuovono un turismo responsabile, ogni decisione contribuisce a una forma di turismo che valorizza e protegge la ricchezza naturale e culturale dell’Africa.

Oltre ai celebri Big 5, l’invito è a scoprire la bellezza e la complessità degli ecosistemi naturali africani nella loro interezza, sostenendo contemporaneamente le comunità locali e promuovendo un approccio di viaggio equo e solidale. Un safari responsabile è un passo verso un turismo più consapevole e sostenibile, capace di lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio e sulle persone che lo abitano.

Se desideri fare un safari in Africa, scrivici a info@thegreenexplorer.it oppure compila il form di contatto.