Sigiriya: la roccia del leone

La roccia di Sigiriya, patrimonio dell’Umanità UNESCO, localizzata nel cuore del distretto centrale dello Sri Lanka, è uno dei siti archeologici più importanti del paese. Questa maestosa roccia, alta quasi 200 metri, si innalza imponente nel paesaggio circostante, incantando viaggiatori e archeologi provenienti da ogni angolo del mondo.

INFORMAZIONI UTILI

  • Orari apertura: dalle 6:30 alle 17:30.
  • Costo ingresso: circa 30 euro.
  • Durata: occorre dedicare almeno 3h alla visita dell’intero sito archeologico. Per salire in cima alla roccia si devono percorrere 1.200 gradini circa.
  • Come vestirsi: scarpe comode e vestiti leggeri. Non è necessario indossare abiti che coprano interamente le gambe e le spalle.
  • Fotografie: non è possibile fotografare gli affreschi.

Il palazzo reale

La storia di Sigiriya ebbe inizio nel V secolo d.C., quando Kashyapa, figlio del re Dathusena, usurpò il trono di Sri Lanka. Prima uccise il padre in modo sanguinoso. Poi tentò di uccidere il fratellastro Moggallana, legittimo erede al trono, fallendo nel suo intento. Temendo ritorsioni da parte sua, il re Kashyapa fuggì da Anuradhapura, l’antica capitale del regno, per rifugiarsi nella remota Sigiriya, un affioramento roccioso immerso completamente nella fitta giungla.

Lì, concepì un’opera grandiosa: una fortezza inespugnabile, capace di resistere agli assalti dei nemici e del tempo. Fece erigere imponenti mura, fossati sorvegliati da coccodrilli e giardini armoniosi. Ma non solo. Sulla sommità della roccia fece costruire un sontuoso palazzo, accessibile solo attraverso scalinate scavate nella pietra. Il regno di Kashyapa (477 d.C.-495 d.C.) tuttavia non ebbe vita lunga. Il fratello Moggallana assoldò un esercito e tornò in Sri Lanka per riappropriarsi del suo regno. Kashyapa sconfitto si suicidò in battaglia.

Per secoli l’antica città di Sigiriya ha vissuto in uno stato di totale rovina, completamente sommersa dalla giungla circostante. Nel 1831 fu però “riscoperta” da Jonathan Forbes, un agente governativo britannico.

I giardini acquatici

All’entrata del sito, si può subito ammirare il magnifico disegno simmetrico dei “giardini acquatici”. Intricati sistemi di canali, serbatoi e fontane, realizzati secoli fa, ancora oggi funzionanti, testimoniano la straordinaria abilità ingegneristica idraulica dell’epoca.

La civiltà singalese ha infatti dimostrato, nella sua storia, una sofisticata conoscenza di trigonometria e idraulica, tanto che l’Unesco ha riconosciuto il sistema idrico dello Sri Lanka patrimonio dell’Umanità. Durante il regno di Anuradhapura si realizzarono, nei primi secoli d.C., migliaia di bacini idrici artificiali, talvolta di enormi dimensioni. Questi venivano poi collegati da una fitta rete di canali, in moda da sfruttare a proprio vantaggio gli elementi climatici e le caratteristiche topografiche dell’isola, per l’irrigazione delle risaie, o come nel caso di Sigiriya, per motivi estetici.

Proseguendo il sentiero, alla base della roccia, si trovano i “giardini rocciosi”. Il loro design si discosta nettamente da quelli precedenti: non presentano un disegno geometrico regolare, ma seguono la topografia naturale del terreno. Grotte e enormi massi di roccia, a volte dalla forma particolare, come la Cobra Hood Rock, accompagnano il visitatore verso la salita vera e propria di Sigiriya.

I dipinti delle Apsara e il Mirror Wall

Giunti oltre la metà della salita, si possono ammirare, all’interno di una grotta scavata nella parete, affreschi che raffigurano bellissime donne seminude. Originariamente si ritiene che la parete occidentale di Sigiriya ne ospitasse circa 500, oggi però ne rimangono visibili soltanto 18. L’interpretazione degli affreschi è ancora oggi oggetto di dibattito. Alcuni studiosi ritengono si tratti delle Apsara, divinità celesti. Altri invece che rappresentino le donne dell’harem del re Kashyapa.

Proseguendo sempre lungo la parete occidentale nel monolite, si incontra il suggestivo Mirror Wall. Sebbene con il passare dei secoli gran parte di questo muro sia stato eroso, si crede che un tempo fosse rivestito da uno strato bianco e riflettente, simile a uno specchio, grazie all’applicazione di cera d’api.

La porta del leone

Tutto ciò che rimane dell’imponente leone, originariamente alto 35 metri, posto a guardia del palazzo reale, sono due grosse zampe in pietra e la scalinata di accesso.

È stato ipotizzato che in tempi passati questa maestosa scultura fosse colorata e rappresentata con la bocca spalancata, pronta a inghiottire chiunque osasse avvicinarsi al re. Alcuni storici persino suggeriscono che Kashyapa, desideroso di renderla più impressionante e temibile, ordinò che della bocca sgorgasse acqua rossa. Questo portale rappresenta l’ultimo varco d’accesso al palazzo prima della ripida scalata finale della roccia.

Una terrazza affacciata sulla giungla

Arrivati in vetta, la fatica verrà ripagata da una vista spettacolare a 360 gradi sulla giungla e pianure sottostanti. Ma non solo. In cima infatti è possibile ammirare le rovine del palazzo reale, i giardini terrazzati e le piscina d’acqua, dove si narra che il re amasse passare il tempo ammirando le sue giovani concubine fare il bagno nude.

Il sito archeologico di Sigiriya rappresenta una delle attrazioni più rinomate e frequentate dello Sri Lanka che vale sicuramente la pena visitare. E’ un luogo iconico capace di suscitare in ogni visitatore un senso di meraviglia e stupore grazie alla sua architettura unica, la sua intrigante storia e la vista panoramica mozzafiato una volta giunti sulla vetta della roccia.

La roccia di Sigiriya. Vista dalla cima.

CONSIGLI

Il nostro consiglio è quello di visitare la roccia di Sigiriya di prima mattina. All’apertura del sito, si può vivere l’esperienza con più tranquillità, senza troppi visitatori. Le temperature saranno inoltre più gradevoli rispetto al pomeriggio e si formeranno meno code sulle scale che portano in cima. Portate con voi protezione solare e acqua.

Se volete vedere Sigiriya da un’altra prospettiva potete salire sulla vicina roccia di Pidurangala. Durante il tramonto, nelle giornate limpide, il sole colora di rosso Sigiriya e le foreste sottostanti, creando un’atmosfera magica.

La roccia di Sigiriya. Vista dalla roccia di Pidurangala.

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